Eclisse 1961

di Giacomo

 

Adesso viene l'inverno, adesso viene la notte. Li sento cavalcare insieme le nuvole e fare, da lontano, un rumore come di tuono che mi spaventa. Ma loro non li possono sentire. Sono come l'elettricità del temporale che io avverto sempre prima che il cielo cambi di colore, molto prima che cada la più piccola delle gocce.

 

Adesso viene la notte, ma sarebbe ancora tempo di giocare, di inseguire le lucertole, di saltare il fosso che separa la casa dai campi dove posso correre anche senza guinzaglio e sentire tutti quegli odori, spaventare le farfalle… e sta arrivando anche l'inverno, ma è strana questa cosa: ci sono tutti quei fiori, tutti quei grilli...

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Innanzitutto non ci hanno mandato a scuola. Poi la mamma ha cominciato a svaligiare l'armadio e ad aprire tante scatole sorridendo. Ne ha tirato fuori dei vecchi occhiali da sole - alcuni senza una stanghetta - e una manciata di lastre di radiografie. Vedo la Mortesecca, ma non fa paura.. viene voglia di ridere. Poi la mamma e le mie sorelle hanno cominciato a prepararsi davanti allo specchio, spingendosi l'una con l'altra, a lisciarsi le gonne, a pettinarsi e a torcersi tutte per cercare di vedersi di profilo mentre si passavano la spazzola sui capelli. Per farsi più belle, perché oggi sopra il tetto ci saranno tutti i vicini. Già… la cosa che a me pare più strabiliante che mai è proprio questo fatto di andare sopra il tetto.

 

Mi raccomando, dice la mamma, non vi provate a guardare senza gli occhiali o senza la lastra, perché si bruciano le retine… si resta ciechi… Ma noi ridiamo ed io, per conto mio, sono sicuro che non è vero e che ci proverò, a sbirciare da dietro il filtro.

E adesso andiamo.

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Sì, sono proprio solo in casa. Sono andati tutti via di fretta. Forse allora anche loro sentono che si sta avvicinando… forse hanno anche loro questa cosa che stringe la gola, per questo sono andati a rintanarsi. Ecco, la camera del Bambino ha la porta socchiusa. La spingo col muso. Andrò sotto il suo letto. Ho paura.

 

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Siamo sul tetto! Fantastico! E questa casa non ha un tetto con sopra la terrazza, no! Siamo proprio a sedere sulle tegole… siamo saliti tutti in fila per le scale fino all'ultimo piano e poi abbiamo aperto la porta che dà su un'altra rampa di scale molto più piccole, più strette e quasi al buio... in fondo c'era un rettangolo di cielo. La porta che dà sul tetto era spalancata e si sentivano le voci di chi già aveva preso posto.

 

Oddio, ma è pericolosissimo, ha detto la mamma, state tutti vicino a me. E così abbiamo fatto. Ora siamo accovacciati sulle tegole. La mamma no, che ha paura di sporcarsi: è in piedi, vicino ad un comignolo a cui si sostiene. Com'è bella! Ha un foulard che le copre i capelli (ma allora perché si è pettinata tanto?) e gli occhiali da sole allungati, con le punte rivolte all'insù che la fanno sembrare una diva del cinema. Si è data il rossetto e fuma. Guardate, si sta facendo scuro!

 

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Ho paura, ho paura, ho paura, ho paura, ho paura, ho paura, ho paura. Neanche qui, sotto il letto, mi sento al sicuro. Mi metto le zampe sopra gli occhi perché non voglio vederlo il colore di questa notte strana.

 

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La prima sensazione di questo fatto - è singolare - è un suono. L'eclisse ha un suo rumore. E' stato come se il cielo per un istante avesse voluto tirare un grosso respiro e avesse cominciato a riempirsi i polmoni inspirando lentamente. E' stato lieve, flebile, però è successo proprio così, come se le nuvole prima, poi gli uccelli, poi i rumori delle nostre voci venissero risucchiati via da un vento sottile. E nel completo silenzio lei, la Luna, ha fatto il suo ingresso in scena.

 

A bocca aperta sono rimasto a vedere il segno del suo arrivo: quell'inizio di morso dato alla palla del Sole. Lentamente ma progressivamente diventava sempre più evidente la forma rotonda che andava a nasconderlo. «Grande, potente palla di fuoco, guarda un po' cosa sono capace di fare io!» ho pensato per un attimo che gli dicesse sbeffeggiandolo. Invece no. Mi sono accorto che la Luna neanche ci vede, neanche si è accorta di stare dando più spettacolo del solito; nello svolgere questo rito rimane inconsapevole perché mai, in realtà, si è curata dei marinai, degli innamorati, dei bambini, degli emigranti che la vanno scrutando.

 

Il cerchio nero avanza e il Sole a questo punto, quasi vinto, ha preso lui la forma di una piccola falce incandescente, sempre più sottile, sempre più sottile, sempre più…

E' notte. Nera. Profonda. Notte di pochi secondi, ma notte infinita. E la mia mente, in quest'attimo, è come se si spalancasse, come se uscisse fuori dalla testa e volasse. In un piccolo frammento di tempo vedo quante volte questa Signora è passata sulle piramidi, sulla storia, sulle battaglie, sugli assedi, su Cristoforo Colombo a pochi giorni dal suo arrivo nelle Americhe, quando ancora non vedeva terra, quante volte ha mandato il suo riflesso pallido nelle stanze di Michelangelo o ha accarezzato leggera i tasti bianchi e neri insieme a un piccolo Amadeus. Penso a quante ere ha vegliato. Uguale sempre, da sempre. E per sempre.

 

Per un po' sembra fermarsi nel cielo, ma è solo un trucco da prestigiatore. In realtà per noi è talmente più grande del Sole da questa prospettiva che sta ancora viaggiando mentre lo oscura. E' un secondo, ma mi avvolge una strana sensazione: come se avesse sentito i miei pensieri e ora, piegando un po' la nuca, si voltasse a cercarmi con gli occhi. Ma è solo un momento e adesso, ignara di tutto, il suo percorso. Piano piano il Sole inizia a rinascere, piccola falce che torna a crescere e a diventare luminosa fino a che quel cerchio nero non la supera e poi l'abbandona definitivamente.

 

Torna la luce ed è allora che il cielo smette finalmente di trattenere il fiato ed espira rimandandoci le nuvole, gli uccelli, le nostre voci… mi guardo intorno e mi accorgo di quanto sia stato solo in quei pochi attimi, profondamente solo, forse per la prima volta.

E poi così, naturalmente, perché è l'unico modo che ho per esprimere quello che sento, comincio a battere le mani. E una, due, cinque persone, poi tutti, mi imitano fino a che dal nostro tetto sale un unico applauso verso questa grande attrice che ha terminato il suo spettacolo e si è ritirata nei camerini.