2008 - A CREMONA RADUNO DEI FANS CLUB DI MINA

Una mostra fotografica e discografica, proveniente da Roma, un festival canoro e un raduno dei fans club di Mina: sono queste alcune delle iniziative che verranno
presentate il prossimo anno da Provincia e Comune di Cremona in occasione dei cinquanta anni di carriera di Mina. Manca ormai meno di un mese e mezzo allo scoccare del 2008 e proprio in vista di questa scadenza stanno per essere organizzate una serie di iniziative anche a Cremona, patria della Tigre. E poi una gradita sorpresa, quella del libro “Mina prima di Mina”, di Tato Crotti e Giovanni Bassi.
Il
Il salone dei Quadri di Cremona si è riempito di vecchi amici, dall’ultimo degli Happy Boys, Renzo Donzelli, a tutto il popolo mazziniano dei fans club. E’ stato Tato Crotti, che di mestiere fa il portavoce del presidente Torchio, a parlarci di questo volume:

“L’idea nasce anni fa da un incontro con Renzo Donzelli, che è poi diventato mio grande amico. Su Mina si sapeva di tutto, però mancava quella parte che riguardava Mina prima che diventasse Mina. Ci siamo chiesti: ma Mina è sempre stata così come la conosciamo? Prima di diventare famosa, prima di essere Mina, cosa faceva nella vita? Quando ha iniziato a cantare e come?
Abbiamo fatto un approfondito lavoro di ricerca tra i suoi amici, i colleghi, Donzelli e Coelli e siamo rimasti
affascinati da questo personaggio. Anticonformista ed
eccentrica, imprevedibile, piena di grinta, abbiamo scavato in questo periodo, in quei 9 mesi che poi la portarono a diventare una star. Il libro è davvero ricco di aneddoti, ci sono episodi gustosi e curiosi, insomma, abbiamo voluto fare un ritratto di Mina prima del debutto che l’ha consacrata al grande pubblico. E’ stata anche un’occasione per raccontare la Cremona di quegli anni, di cosa facevano i giovani cremonesi, con il racconto diretto dei protagonisti che hanno conosciuto
Mina e che oggi hanno 70, 80 anni. Nel libro ci sono anche una serie di interviste ai protagonisti dell’epoca. Lei era davvero una che andava controcorrente, la sua parrucchiera raccontava che anticipava tutte le mode, è stata tra le prime ad indossare al minigonna e poi sono gli anni in cui si passa dalla canzone melodica al rock’n roll e Mina e Celentano sposano il rock'n roll“.
L’avete contattata?
Le abbiamo scritto, le abbiamo mandato il libro firmacopie, sappiamo che l’ha ricevuto tramite la sua segretaria e che l’ha letto. Ci ha fatto sapere, sempre tramite la sua segretaria, che non intendeva partecipare al racconto in prima persona, non abbiamo avuto reazioni negative, siamo soddisfatti di questo. E’ stato un atto d’amore nei suoi confronti”. E’ Renzo Donzelli, chitarrista degli Happy Boys, la mente storica di questo libro. Classe 34, sono passati 50 anni da quell’incontro di Renzo con Mina, è l’unico rimasto dello storico gruppo, ma l’entusiasmo è ancora quello di
allora: non ha più smesso di suonare dopo la unghissima storia con gli Happy Boys, ha insegnato chitarra e tastiere alle magistrali, ha insegnato e insegna privatamente, e ora si diverte ad andare a suonare in giro con Adriano Fiora. “La musica è vita per me, vado dappertutto a suonare, feste, matrimoni, negli ospizi…”. Poi il suo racconto va a quel 1958 quando in un pomeriggio afoso di agosto Mina va a bussare alla
porta dei Donzelli in via Aporti, 37. E’ questo gruppo,
dunque, il primo a darle la possibilità di cantare e lei nel
giro di pochi anni avrebbe sbaragliato a livello mondiale.
Sono questi ragazzi che l’hanno scoperta (i fratelli Nino e Renzo Donzelli, Giorgio, Micio e Fausto) e l’hanno aiutata a inventare e promuovere il personaggio di Mina, sorprendente e sempre fuori dagli schemi.
“Un vero talento” – spiega Renzo Donzelli - si era rivolta a noi perché eravamo il gruppo più conosciuto a Cremona, suonavamo sempre alla Baldesio, lei voleva cantare, voleva sfondare, era un’autodidatta.Quando
entrò la prima volta, Nino si mise al piano e le chiese di
fare un gorgheggio che fu sufficiente a farci capire che aveva delle doti, ci stregò. Il libro è ricchissimo di aneddoti: quando tornò il giorno dopo, ebbe un tete a tete con l’oca di mia mamma, sentimmo un urlo nel cortile, l’oca l’aveva rincorsa e beccata. “Tempi indimenticabili – continua a ripetere Renzo. Non l’ho sentita di recente”. Mina è sempre stata celebre per le apparizioni fulminee, i periodi di ritiro, i ritorni folgoranti, poi alla fine la decisione di ritirarsi, ma di accontentare il popolo mazziniano con bellissimi album una volta all’anno. “Penso che si sia eclissata dal mondo – ha continuato Renzo - perché effettivamente i giornalisti, più che interessarsi della sua musica, della sua voce, l’hanno criticata e hanno dato più rilevanza alla sua figura, a quello che faceva, una delle ultime volte che l’ho chiamata mi ha detto: “Renzo, parlami un po’ in dialetto cremonese, sai mi manca tanto…”; pensa che in uno spettacolo di Studio 1 insieme a Gino Bramieri ricordo che cantò tre canzoni in cremonese….”. Ma a Mina Cremona stava stretta, città un po’ troppo bigotta e provinciale per lei, una donna determinata, che aspettava e cercava di fare il gran salto, grazie alla sua bellissima voce e alla fine c’è riuscita, grazie agli Happy Boys.
da www.cremona24ore.it