"FACILE" - di Gabriele
 
 
 
 
C'era molta attesa per questo nuovo disco di inediti di Mina.
E nel complesso alla fine questo "Facile" risulta nettamente superiore a "Bau" -ma non ci voleva molto- anche se resta sicuramente inferiore a "Bula Bula", a mio parere il miglior disco di inediti di Mina da molti anni a questa parte.

"Facile" però rappresenta ciò che da tempo immemore vado chiedendo a Mina: la sua Voce al 'servizio' di un'attualità musicale che una grandissima come lei ha solo da pretendere. "Facile" asseconda in parte questa mia richiesta e l'accoglimento è da considerarsi di certo un puro caso e non mai come un 'ascolto' vero e proprio di un fan (come me).

Però due canzoni su dodici -e mi riferisco a 'Adesso è facile' di e con Manuel Agnelli e 'Non ti voglio più' del Subsonico Boosta- sono ancora troppo poco. Due perle isolate e qui ingigantite dal confronto con la fragilità del resto del disco, ancora una volta incredibilmente lasciato in buona parte alle canzoni di Mingardi: che non solo sono le più brutte anche in questo disco, ma di sicuro fra le più brutte in assoluto dell'intero repertorio di Mina degli ultimi 30 anni.
C'è poi -e a conti fatti risulta un bene- il ritorno di Malgioglio che convince, più con 'Carne viva' che con 'Questa vida loca'. Infine, per 'riempire' il disco, c'è poi il nipotino Axel, che va ad ingrossare le fila dei tanti autori trovati stancamente negli anni e che non lasceranno segno di sé. Così come ormai non lascia più segno il solito trito e ripetitivo Samuele Cerri, per non parlare degli autori di 'Ma c'è tempo', il brano forse più brutto del disco (assieme a quelli di Mingardi).

Poche le novità che arrivano dagli arrangiamenti, per la maggior parte ancora e sempre vecchi, datati e già sentiti mille altre volte nei suoi dischi precedenti. E qui il confronto coi due brani di Agnelli e Boosta -da cui fortunatamente Pani e company sono stati tenuti lontani- diventa impietoso e salta immediatamente all'orecchio: incredibile che mamma/nonna Mina non se ne accorga e non decida una volta per tutte di togliersi dai piedi l'angusta zavorra.

"Facile" in pillole:

1-QUESTA VIDA LOCA
Brano carino ma non estremamente incisivo, Malgioglio convince di più in 'Carne viva'.
Bella la versione nella ghost-track.

2-CON O SENZA TE
Brano da nonna che ama il nipote e lo porta nel disco.
Samuele Cerri ha ormai poco da 'scrivere'.

3-VOLPI NEI POLLAI
Buona la musica meno il testo, già sentito.
Arrangiamento che non brilla per originalità ma nel complesso uno dei brani più gradevoli del disco.

4-MA TU MI AMI ANCORA?
Canzone minosa al 100% nel ritornello ma terribile quando cambia la marcia con quel 'avanti avanti avanti': Mingardi riesce a rovinare anche le (poche) intuizioni piacevoli che gli capita di avere.

5-NON SI BUTTA VIA NIENTE
Altro brano abbastanza insipido che però ha dalla sua l'idea simpatica delle frasi in inglese.

6-ADESSO E' FACILE
La canzone migliore del disco, senza alcun dubbio. Bella la musica e la storia così raccontata. Superlative le due voci insieme: finalmente una grande, grandissima e 'storica' collaborazione.
La 'notizia' l'ho portata anche nell'Angolo.
Ed è da ieri che quella 'è tanto facile' batte con insistenza nella mia testa, come ai 'bei vecchi tempi'.

7-CARNE VIVA
Buono il testo un pò meno la musica: siamo lontani dalle atmosfere di 'L'importante è finire' e di 'Ancora ancora ancora', ma quelli erano due autentici capolavori e non sarà mai più possibile ripeterli.

8-MA C'E' TEMPO
Canzone brutta e inutile, forse la peggiore del disco (insieme a quelle di Mingardi).

9-NON TI VOGLIO PIU'
Con 'Adesso è facile' l'altro pezzo migliore del disco. Davvero bella: magica l'atmosfera e l'incedere della musica, con un finale più Radiohead che Beatles.
La Mina che vorrei sempre.

10-IL FRUTTO CHE VUOI
Canzoncina ina-ina, davvero poca roba.

11-PIU' DEL TARTUFO LE UOVA
Forse il più brutto dei 4 brani di Mingardi: a tratti sembra una copia di 'Someday'. Incomprensibile davvero la 'fiducia' di Mina verso questo autore ultra-datato.

12-ECCITANTI CONFLITTI CONFUSI
Altro brano che sa di poco: si salva la coda finale (tutta musicale) grazie solo e unicamente a Nicolò Fragile.

In conclusione: "Facile" è un disco migliore e decisamente più ascoltabile di altri suoi lavori recenti e questo grazie a qualche scelta più azzeccata e ancora una volta (e sempre) alla sua intramontabile Voce.
Ora attendiamo il prossimo disco.
 
Gab.

 
 
 
 
"FACILE" di Paolo
 
 
Le cose buone del disco arrivano da Manuel Agnelli, da Boosta e parzialmente da Malgioglio.
Quattro su dodici. Un po' poco comunque per gridare al capolavoro.
E' incomprensibile questo accanirsi a voler imporre Mingardi per affossare sempre più sé stessa.
Il CD bocciato un anno fa dalla Sony prevedeva una infornata di tutte canzoni di Mingardi.
Pertanto rimaneggiamento del progetto, provvido inserimento di Autori che hanno dato veramente linfa ad un CD che nasceva asfittico, salvate comunque quattro canzoni di Mingardi, neanche fosse un punto d'onore.
Come spiegare CD come "Sconcerto", "Veleno" "Napoli secondo estratto", "L'allieva" fino ad arrivare ad un "Bau" che pesca un Mingardi dimenticato dai più?

Mingardi è sicuramente una brava persona, un onesto artigiano della musica, ma se non è mai stato in grado di decollare veramente lui stesso, com'è possibile che le sue canzoni vengano considerate favorevolmente ed abbiano un buon riscontro di pubblico e di vero gradimento se cantate da Mina?
La favoletta propinata ai tempi di "Bau" voleva che Mina avesse telefonato a Mingardi perché aveva trovato una cassetta di qualche anno addietro e gli avesse detto: "Non c'è nome, ma deve essere tua". Gliela fece ascoltare per telefono perché lui non se ne ricordava più e gliela rispedì perché ci mettesse i testi.

A Mina interessa ancora essere prima in classifica? In base a queste scelte la risposta dovrebbe essere "no", ma così non la pensa la maggioranza dei "fanatici", che la vorrebbe sempre prima e trasmessa ovunque, una massa pronta a scaricare "merda" su tutte le concorrenti e a portare sugli scudi Nostra Signora, come la chiamano loro. E francamente per un'artista ritirata a vita privata oltre trent'anni fa, la richiesta mi pare un po' bizzarra
Ma la stessa Mina è bizzarra, perché ha in odio i giornalisti e si intrufola come opinionista prima in Liberal, poi nella Stampa, contemporaneamente sulla posta di Vanity Fair, nella seconda metà degli anni novanta ritorna in radio, fa gli spot della Wind, della Fiat, della pasta Barilla. Ma fa anche questo per passione, per voglia di giocare o non è piuttosto una questione di vil danaro?
Da "Dalla Terra" in poi Mina canta solo per divertire sé stessa.

Quanto guadagnato negli anni d'oro della sua carriera avrebbe potuto consentirle veramente di attaccare il microfono al chiodo e di ritirarsi veramente a vita privata.

In questo primo decennio del secolo le scelte di Mina, "Bula Bula" a parte, sono state quasi assolutamente al di fuori di qualsiasi strategia di marketing. Non vanno dimenticati infatti i due Mina per Wind e l'accordo con una compagnia telefonica che proponeva la vendita di cellulari con la tracklist completa di "Bau" nella memoria della scheda.

Tornando a "Facile", "Questa vida loca", che non è un inedito, ha dalla sua l'orecchiabilità ed è un successo collaudato e per me era l'unico brano su cui puntare per avere consensi dalle varie fasce d'età.
Con la maturità la sua voce non è più infallibile. Mina non cerca più la perfezione che l'ha contraddistinta per decenni. A volte abbozza con frequenti raucedini, ride, si illanguidisce oltremodo su temi d'amore, dà quasi l'impressione di gradire di più la sua voce se sporcata da una patina che la rende più vissuta. Forse ne guadagnerà in anima. Forse. Comunque, masse adoranti a parte, pronte a iperlodare tutto, non è che stia offrendo al pubblico cose sopraffine.
 
Il CD si apre con "Questa vida loca". Brano notevole, uno dei migliori dell'album, a parte una traduzione un po' approssimativa di Malgioglio. Trovo felice la commistione d versi in italiano e versi in spagnolo. A maggior ragione quegli affrettati "pensamento" e "soffrimento" avrebbero potuto essere evitati o sostituiti con piccole correzioni. Se non possibile, meglio conservare il verso originale del testo.
Buona anche la trovata di chiudere il CD con una ghost track in cui Mina accenna la canzone con distorsione della voce seguita da una piacevole coda strumentale.

"Con o senza te" è tenera, ma gracilina. Le strofe ricordano parecchio certe canzoni di gruppi minori quali gli Homo Sapiens in voga nella seconda metà degli anni settanta.
Buona comunque l'interpretazione di Mina.

"Volpi nei pollai" a mio parere non è un pezzo eccelso. Mi piace l'inserimento della fisarmonica e la prova vocale di Mina.

"Ma tu mi ami ancora" è fra le cose meno riuscite. Grande dispendio di voce di Mina, ma la voce rotta in "Avanti, avanti, avanti" sarebbe stata degna di miglior causa. Testo che rasenta il kitsch, arrangiamento pesante e chitarre distorte nel finale peggiorano il tutto.

In "Non si butta via niente" ci sono dei giri armonici che rimandano a conclusioni dei versi di "Mogol e Battisti". Il brano prende quota solo con il frammento "You need me, you feel me, you love me, as I love you . Era forse questo il brano di cui Mingardi lo scorso anno diceva che avrebbe fatto la felicità di tutti i cantanti di piano-bar? Per me è il migliore dei quattro, nonostante non sia esaltante.

Con "Adesso è facile" il CD prende tutt'altra piega. E' uno dei brani migliori. Molto suggestivo e riuscito il duetto con Manuel Agnelli. Perché non scegliere questo come apripista?

"Carne viva" è pregevole, soprattutto a livello di vocalità, ma è un po' scadente nel testo, certamente uno dei meno felici scritti da Malgioglio per Mina. Quasi una lambada.

In "Ma c'è tempo", quel "Voglio rimanere " catarrale iniziale poteva essere rivisto. Se in una seconda take si fosse rimediato ne avrebbe guadagnato tutto il brano, che in ogni caso è carino, ma niente di più.
Quel "Trat-te-ne-re" il fiato cantato da Mina è magistrale.
Peccato sia stato sciupato in un contesto che l'arrangiamento modesto e senza guizzi non migliorano.

"Non ti voglio più" è un'altra perla dell'album. Richiama parzialmente "Impressioni di settembre" della PFM e "A Day in The Life" dei Beatles. Ottimo pezzo di Boosta. La voce di Mina vi si esprime al meglio delle sue possibilità. Dal pianissimo all'acuto.
 
 
 

 


"Il frutto che vuoi" è un pezzo men che mediocre. Irritante. Inserito in questo contesto decisamente stona. E' il punto più basso del CD. Anche la risatina alla Yoghi di Mina alla fine non è che faccia capire che lo si doveva prendere solo come un divertissement o uno scaldagola.

"Più del tartufo sulle uova" è un blues, ascoltabile, passabile, quasi gradevole, se non fosse ricalcatura e rimasticatura di brani dello stesso Mingardi sentiti altre volte. Buono comunque l'inserimento della tromba.

"Eccitanti conflitti confusi" in certi passaggi ricorda "Più su" di Renato Zero. Breve parte vocale e ottima coda strumentale. Non conoscendo l'originale di Mingardi, credo che la parte strumentale sia opera di Nicolo Fragile che arrangia da par suo.

Per ultimo due note sulla copertina. Evviva! Mi piace. Non fa sorridere, ma restituisce l'immagine di una Mina terrena, simpatica, lontana anni luce dall'esere ascesa all'Olimpo con le scarpe, caffettano nero e occhiali. Ben vengano copertine così che le tolgano di dosso quelle odiose etichette di "Divina", "Nostra Signora", Venerabile Icona", "Unica Dea" che col tempo le hanno cucito addosso.
 
Io non sono legato ad alcun carro, non devo piacere a nessuno, né compiacere nessuno. Se c'è da lodare lodo, se c'è da muovere qualche critica la muovo.
Troppo facile scrivere recensioni che per tre quarti riportano stralci di interviste a Manuel Agnelli, a Malgioglio e raccontano come Boosta abbia potuto realizzare il suo sogno, recensioni che mettono in evidenza le belle cose, senza entrare nel merito, e tacciono del tutto (in maniera ipocrita) su ciò che non piace o non è riuscito. Essere falsi paga di più, ad essere osannanti si è ancora più ben accetti, però si fa schifo a sé stessi. Mi chiedo comunque come mai chi ha lodato, stralodato ed apprezzato tutto, adesso se ne viene fuori dicendo che questo è il disco di Mina che aspettava da anni o che dopo anni di acquisti fatti per dedizione trova che questo disco sia ben riuscito. Ma non era tutto magnifico anche prima?