Madonna è
 
 
di Gabriele

 

Premetto che sono un fan di Madonna fin dal lontano
1983 quando cominciò a circolare anche nelle nostre
radio e nei dancefloor ‘Holiday’, scritta dal suo
compagno di allora ‘Jellybean’ Benitez -stella di
prima grandezza nel panorama della pop dance di quegli
anni- che contribuì non poco al suo lancio e al suo
successo planetario anche con altri brani
immediatamente successivi come ‘Borderline’ o ‘Lucky
star’.
A quel tempo mi piaceva moltissimo la grande carica
vitale e la sua prorompente personalità, che
fuoriuscivano con forza impetuosa da qualsiasi poro
della sua persona. Le canzoni erano divertenti e
danzereccie e lei le accompagnava costantemente con
look particolarmente trasgressivi e ‘baracconi’ ma
tanto efficaci da divenire in breve scuola per milioni
di teen-agers del tempo. La voce, intesa nel senso
canonico del termine, non c’era allora come non c’è
oggi, ma questo era -ed in effetti così è anche oggi-
un particolare che non influiva sul giudizio e sulla
sua indiscussa capacità di ammaliare il pubblico con
mille altri espedienti, costruiti o naturali che
fossero. Madonna piaceva e piace perché non è una
cantante, non è una ballerina, non è un’attrice: però
canta, balla e recita.
Per cui Madonna è.

L’ho vista due volte in concerto: la prima qui a
Firenze nello storico ‘Who’s that girl tour’ che fu
ripreso, nella sua prima tappa italiana a Torino,
dalla Rai che lo trasmise in diretta raccogliendo,
allora, la bellezza di oltre 15 milioni di
telespettatori, che per un concerto di un singolo
cantante è record assoluto di sempre per la nostra
televisione.
L’ho poi rivista nell’estate del 2001 quando venne a
Milano per il ‘Drowned World Tour’ e di certo se
riuscirò a trovare i biglietti la vedrò il prossimo 6
agosto a Roma.

Non credo assolutamente che di Madonna fra 50 anni non
vi sarà più traccia o non ne ricorderemo più alcuna
canzone, come non credo neanche che i giovani del 2050
al nome di Madonna si chiederanno chi mai sia o chi
mai sia stata. E’ vero che Madonna non ha una ‘sola’
singola canzone intesa come 'marchio' per cui verrà
ricordata nel tempo e questo solo perché ne ha tante,
se non tantissime. Potrei citare ‘Into the groove’
come ‘La isla bonita’, ‘Like a prayer’ come ‘Vogue’, ‘
Erotica’ come Frozen’ o ancora ‘Music’ come ‘Hung up’:
non le ho citate a caso ma in rigoroso -o quasi-
ordine cronologico proprio per sottolineare che sono
più di 23 anni che questa donna azzecca successi che
fanno il giro del mondo e sono acquistati da milioni e
milioni di persone che in oltre 23 anni sono cresciute
e alle quali, com’è logico, si sono aggiunte ulteriori
e sempre nuove orde di giovani proseliti. E quando un
fenomeno musicale assume un’importanza tale e così
continua nel tempo non vedo per quale motivo fra
dieci, venti trenta o anche cinquant’anni il mondo ne
dovrebbe aver perso la memoria.

Per concludere, così come i Pink Floyd o Elvis o gli
U2 lasceranno per sempre nel tempo una traccia
indelebile della loro grande opera musicale e del loro
genio e talento, così sarà anche per Madonna. Non
importa se lei non ha mai interpretato immortali
pietre miliari del rock come ‘Dark side of the moon’ o
‘Sunday bloody Sunday’: nel suo caso il vero motore
della memoria è e sarà l’incisività con cui ha solcato
e cavalcato questi oltre venti anni di musica e di
successi e il segno profondo che vi ha lasciato anche
nel costume, imponendo mode e comportamenti non
sbagliando mai un colpo. E poi il tempo: un così lungo
e duraturo successo negli anni non scompaiono mai
dalla memoria, indipendentemente da ciò che ha
cantato, canta e canterà ancora.
E aggiungerei inoltre che la sua straordinaria storia
non pare ancora terminata, anzi.
Gab.