“Sopra il Palco ma... dietro un angolo”

di Annamaria Gnisci

Durante i concerti mi capita spesso di concentrarmi su i musicisti che formano la band di artisti noti. Li vedi concentrati su quello che suonano, sorridenti più o meno forzatamente ma comunque sicuri di quello che fanno.
L'altro giorno ho fatto un giro tra i siti internet di musicisti che non avendo avuto successo con le proprie canzoni seguono artisti noti e meno noti nei tour oppure artisti che fanno collaborazioni in studio e che restano intrappolate in un cd. Sono tantissimi e tanti non si conoscono proprio anche se abbiamo un cd o abbiamo visto un concerto dove ci sono pure loro.
Ho riflettuto su quanto il loro apporto sia importantissimo ma quasi mai messo in rilievo. Si parla del tour di..., del disco di..., della canzone di... ma i nomi di chi ha partecipato attivamente ad un successo non vengono mai fuori o perlomeno vengono dimenticati in fretta. Così restano sconosciuti i coautori, i chitarristi, gli arrangiatori, ecc. Parliamo di persone con alta professionalità che si ritrovano a costruire il successo di una sola persona senza però avere un ritorno di immagine.
E se un giorno facessero tutti sciopero...? Si bloccherebbe tutto il mondo dello spettacolo?
Forse occorrerebbe dedicargli più spazio in TV o sui giornali o per radio. Vivono di musica ma è triste pensare che è la stessa Musica che li ha magari traditi...
Non so quanti "Musicisti messi all'angolo" leggano il forum, in ogni caso, il primo apporto lo do io con un semplice Grazie, siete grandi!

Gigi
(Fabio Concato)

 
Era il tempo in cui cominciavo a sentire musica
ascoltavo un signore che aveva una voce cosi'
non capivo che lingua parlasse ma mi era simpatica
e riempiva la stanza di note e di poesia
tu eri li' con me che cercavi d'insegnarmela
ml dicevi hai le mani ancora piccole
ma che accordi complicati il Sud America
certo che a vedere te sembrava facile
era il tempo in cui cominciavo a sentire musica,
insieme a te.
Ti ricordi quella velina sopra il pettine
ci cantavo e venivano suoni un po' kasoo
tu suonavi Bill Evans dicendo quest'uomo e' un fenomeno certamente ma qui ce
n'e' un altro e sei proprio tu
e stavi li' con me a giocare con la musica
e pensavo: la mia vita forse e' questa qui
ma tu giurami che un giorno suonero' cosi'
suoni cosi' bene che mi vien da ridere
era il tempo in cui cominciavo ad amar la musica
e amavo te.
Adesso sono grande. E' un bel lavoro fare musica
sempre in giro come adesso che sto a Napoli
se vedessi quanto affetto non lo immagini
e' una festa e poi sentissi come cantano
che sorpresa vederti arrivare ma un po' ti aspettavo siediti qui
Ma da quando tu sei partito non c'e' piu' musica
sta tranquillo lo so che col tempo mi passera'
scrivo molto ma quello che scrivo e' cosi malinconico
come questa canzone chissa' se ti piacera'
dimmi dove sei
suoni ancora ma per gli angeli
e ti siederanno intorno li farai cantare
suona forte cosi ti potro' sentire
noi quaggiu' col naso in su a capire cosa sia
sara' il tempo in cui finalmente farai il tuo concerto, anima mia