La grande avventura degli U2

di Gabriele

 

La grande avventura degli U2 inizia nel 1976 quando Larry Mullen Jr., all'epoca quattordicenne con la passione per la batteria, mise un avviso nella bacheca del suo liceo –la Mount Temple School di Dublino- con il quale ricercava compagni appassionati di musica per formare un gruppo rock. Sei o sette studenti risposero all'avviso ma di questi solo tre attirarono l'attenzione di Larry: David Evans (The Edge), la cui abilità nel suonare la chitarra era ben maggiore di quanto ci si potesse aspettare da un ragazzo della sua età, Adam Clayton, tipico rocker dai capelli folti, bass guitar ed amplificatore sempre a portata di mano e Paul Hewson (Bono), che sin dall'inizio, visto l’innato carisma, si caratterizzò come il frontman del gruppo.

All'epoca nessuno dei quattro ragazzi avrebbe potuto immaginare che quel nucleo, formatosi quasi per gioco, sarebbe diventato nel corso degli anni una delle più importanti e famose band degli ultimi decenni.

In un primo momento si chiamarono "Feedback" e poi "The Hype" ed il loro repertorio ruotava su cover del tempo come “Show me the way” di Peter Frampton, “Jampin’ Jack Flash” dei Rolling Stones, “Surfagette city” di David Bowie e alcune dei Joy Division, ma d lì a poco cominciarono a scriversi da soli le loro canzoni.

Fu nel 1978, esattamente il 20 marzo di quell’anno, che la band assunse il nome –poi definitivo- di U2

La vera ragione per la quale i quattro scelsero quel nome non la conosce nessuno, ma tra le tesi più accreditate -confermate in seguito da qualche ammissione dei componenti della band- c’è quella secondo la quale il nome scelto fosse stato loro suggerito da Steve Averill del gruppo punk ‘The Radiators’ e che facesse riferimento agli aerei spia americani mandati in perlustrazione nei cieli del nemico comunista, appunto gli U2. Ma U2 in inglese può anche essere interpretato come "you too" -anche tu, anche voi- e "you two" -voi due-. Indipendentemente da quale sia la vera origine del nome, questo piacque alla band e così U2 restò il loro nome definitivo. Siamo intorno alla fine degli anni '70 e proprio per questo motivo, visto il periodo, la band venne inserita nella categoria delle ‘punk band’ molto di moda all'epoca. Ciò non dispiaceva a Paul, David ed Adam, mentre invece trovava nettamente contrario Larry. Sempre nel 1978 Paul Hewson venne ribattezzato "Bono Vox" prendendo lo spunto da un negozio di cornetti acustici, mentre fu invece lo stesso Bono a dare ad Evans il soprannome di "The Edge", in riferimento alla forma aguzza della sua testa.

L'anno seguente –1979- la band pubblicò il suo primo EP in mille copie numerate a mano intitolato “U2:3”, che comprendeva le canzoni "Out of Control", "Stories for boys" e "Boy-Girl". Lo si poteva trovare solo in Irlanda, dove venne pubblicato e lì ebbe un notevole riscontro. Il successo ottenuto in Irlanda però non si ripeté subito nel Regno Unito; qui, infatti, avevano organizzato un tour che però si risolse in un fallimento quasi totale, con guadagni zero e scarsa popolarità.

Nell’ottobre del 1980, dopo aver firmato il loro primo contratto con la Island Records, esce finalmente il loro primo album dal titolo “Boy”, con in copertina il mezzobusto di Peter Howen, fratellino di Derek Howen –meglio noto come Guggi-, uno dei fondatori del movimento punk di Dublino di quegli anni insieme a Gavin Friday e dei ‘Virgin Prunes’ primissimo gruppo punk in cui Bono aveva militato. 

“Boy” fu un album di innegabile qualità, pieno di grande passione giovanile facilmente riscontrabile in canzoni come "I will follow", "Out of Control" e “The Electric Co”. Il successo questa volta arrivò anche fuori dall’Irlanda: il disco funzionò subito bene anche in Olanda e Belgio e fu distribuito anche negli USA dove però non arrivò oltre il 63° posto in classifica. Ma nonostante ciò, nel dicembre di quello stesso anno i quattro irlandesi si imbarcarono per un breve tour di dieci giorni sulla costa orientale degli Stati Uniti.

Il 6 dicembre gli U2 suonarono per la prima volta al Ritz di New York e il consenso di pubblico fu notevole.

La grande avventura degli U2 era davvero iniziata.

 

Qualche mese dopo, esattamente nel marzo del 1981, gli U2 intrapresero un altro tour negli Stati Uniti, ottenendo un successo decisamente maggiore anche grazie alla buona diffusione di “Boy” in terra americana. Tornati in patria una volta terminato il tour, incominciarono subito a lavorare sodo al loro nuovo album, nella determinazione di raggiungere quel "grande successo" che ‘sentivano’ imminente e a portata di mano. Si trovavano ad un bivio della loro carriera artistica, dovevano decidere che impronta dare alla loro musica, quale identità conferirle e se la loro fede religiosa –cattolica- doveva incidere nel loro lavoro.

Il secondo album "October" –tra l’altro dedicato alla madre morta quando Bono aveva 14 anni-, rifletteva in pieno questa ricerca d'identità e proprio in canzoni come "Gloria", "Fire" e "With a Shout (Jerusalem)" l'immaginario religioso era elemento prevalente. L’album ottenne un buon consenso di critica e di pubblico ma neanche questa volta la band riuscì a sfondare nel mercato americano che era il loro obiettivo.

Il successo arrivò comunque un paio d’anni dopo, con la pubblicazione nel 1983 del loro terzo album "War" che conteneva vere e proprie perle quali “New Year’s day”, “Seconds” e “40”. Ma la canzone indubbiamente più famosa di questo album è "Sunday Bloody Sunday", una ballad piena di rabbia ispirata alla tristemente famosa domenica di sangue del 1972 a Derry nell'Irlanda del Nord e che immediatamente caratterizzò gli U2 come una band in grado di inviare al pubblico chiari messaggi riguardo a ideali e idee politiche. "Sunday Bloody Sunday" divenne così l'inno di presentazione degli U2 e Bono che issa la bandiera bianca sulle note della canzone durante il concerto sold-out a Red Rocks in Colorado divenne l'immagine dell'ideale di pace che da allora li avrebbe accompagnati per sempre.

"War" fu l'album meglio riuscito degli U2 e il suo enorme successo planetario permise loro, oramai consacrati come rock band di fama mondiale, di rinegoziare il proprio contratto con la Island Records.

Nello stesso anno pubblicarono anche un album con otto canzoni registrate dal vivo dal titolo "Under a blood red sky” che gli permise di accrescere la propria fama sfruttando al meglio il momento d'oro: registrato fra Boston, il Rockpalast di Essen e Red Rocks diventa in UK il disco live di maggior successo della storia.

Il successivo album "The Unforgettable fire” -il cui nome deriva dal titolo di una mostra fotografica nella quale appaiono le immagini di Hiroshima subito dopo il bombardamento americano-, prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois e pubblicato nel 1984, può essere considerato come una sorta di album sperimentale nel quale la band provò ad avvicinarsi ad altri generi, come si può notare nelle canzoni "Elvis Presley and America" o "4th of July" e “MLK” dedicata a Martin Luther King . Ma le canzoni di quest'album che più ebbero successo furono "Bad" e "Pride (In the name of love)", entrambe basate su argomenti come la droga nel caso di "Bad" o l'assassinio di Martin Luther King in "Pride". Il tour che seguì la pubblicazione dell'album fu un trionfo, in particolare in USA. Per ricordare la tappa americana del loro tour fu pubblicato nel 1985 un mini-album live di appena quattro canzoni dal titolo "Wide awake in America".

Ma nonostante l'immenso successo che stavano raccogliendo ovunque, agli U2 mancava ancora un record: raggiungere il n.1 nelle classifiche di vendita degli album o dei singoli negli Stati Uniti

Nel contempo, oltre alla loro normale attività di rock band, erano costantemente impegnati in opere di solidarietà, dalla lotta alla fame nel mondo all’apartheid. Ovunque vi fosse il bisogno di testimoniare la propria solidarietà e collaborazione a qualsiasi associazione umanitaria gli U2 erano presenti. Inoltre tra il 1985 e il 1986 parteciparono a due grandi concerti dedicati ai più deboli ed alla difesa dei loro diritti: allo storico Live Aid e al concerto per il 25esimo anniversario di Amnesty International.

 

Con la pubblicazione dell'album "The Joshua Tree", nel 1987, gli U2 raggiungono finalmente l’agognato –da sempre- obiettivo: l'album entrò nella classifica inglese direttamente al numero 1, diventando così l'album più veloce nella storia della discografia britannica a raggiungere quella posizione e contemporaneamente conquistò anche la vetta delle classifiche negli Stati Uniti e vi rimase per oltre nove settimane consecutive. Gli estratti "With or without you" e "I still haven't found what I'm looking for" divennero numeri uno nelle classifiche dei singoli più venduti sempre negli Stati Uniti. La band aveva finalmente ottenuto il massimo successo possibile: trovarsi contemporaneamente in vetta alle classifiche europee ed a quelle statunitensi. Inutile dire che il tour mondiale che seguì la pubblicazione dell'album fu un successo senza precedenti.

L'album successivo "Rattle and Hum" venne pubblicato nel 1988 e può essere considerato una sorta di tributo degli U2 alle radici musicali americane. Qui trovarono posto anche due cover: "All along the watchtower" di Bob Dylan ed "Helter Skelter" dei Beatles. “Rattle an Hum” è un doppio album collage di brani dal vivo, rarità e inediti che il gruppo assembla anche come film dallo stesso titolo quale documento dei due anni appena trascorsi. Se “The Joshua Tree” era stato l’album che li aveva spinti sulle strade americane , “Rattle and Hum” rappresenta infatti il resoconto di quel viaggio. Il successo è immediato e ancora una volta planetario: n. 1 in UK ed in USA per numerose settimane e milioni di copie vendute.

A questo punto della loro folgorante carriera, consacrati ovunque come la più grande rock band degli anni 80, pareva che ormai gli U2 avessero trovato un’identità stabile nel loro modo di fare musica. Ma nel 1991, dopo tre anni di attesa, esce un nuovo album: "Acthung Baby" realizzato a Berlino con la collaborazione di Brian Eno negli Hansa Studios del Bowie di “Heroes” che spazza via tutte le precedenti considerazioni: i quattro irlandesi avevano nuovamente avuto il coraggio di mettersi in gioco mutando radicalmente il loro stile e canzoni come "One", "Mysterious Ways" e “The fly” divennero successi istantanei che li spinsero nuovamente in cima alle classifiche di tutto il mondo.

Nel 1992 lanciarono lo “Zoo TV tour”. Fu una tournèe spettacolare senza precedenti, durante la quale si esibirono per 157 volte in ogni angolo della terra di fronte ad un pubblico totale di oltre 4 milioni di persone.

Nel 1993 il gruppo cominciò a registrare un nuovo EP che divenne poi un vero e proprio album con il titolo "Zooropa". L'album fu l'ennesima sorpresa riservata ai propri fan: nuovamente cambiano genere e costruiscono un album con 10 canzoni che la critica classificherà come Alternative. E' un altro grandioso successo: l'album, infatti, riceve nel 1993 il Grammy per il miglior album Alternative e, successivamente, gli U2 iniziano l'ennesimo tour intorno al mondo, ovviamente trionfale e sold-out ovunque.

Dopo “Zooropa” gli U2 come gruppo si concedono un break. Sono però di questi anni collaborazioni davvero importanti quali quella di Bono con Luciano Pavarotti al cui “Pavarotti & Firiends” viene presentata la splendida “Miss Sarajevo” –1995-. Assieme a Pavarotti, Brian Eno e Hole registrano un album d'avanguardia dal titolo "Original Soundtracks Volume 1" con il nome di Passengers. Inoltre Bono e The Edge scrivono per Tina Turner il tema della colonna sonora del film "007 Goldeneye" e l'anno successivo –1996- Adam Clayton e Larry Mullen riscuotono un successo mondiale personale col title track della colonna sonora di ''Mission Impossibile".

In definitiva, in questo periodo la band si riunì al gran completo solo per registrare il singolo "Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me" per la colonna sonora del film ‘Batman Forever’, ennesimo successo in tutto il globo.

 

Nell'estate del 1996 il gruppo comincia a lavorare al nuovo album e le prime indiscrezioni trapelate parlano di una nuova, imprevedibile svolta. Nell’attesa del nuovo lavoro –la cui uscita viene annunciata per la primavera dell’anno dopo- a Dublino iniziano le riprese del film di Wim Wenders ‘Million Dollar Hotel’ basato su un vecchio soggetto di Bono, il quale collabora anche alla stesura della sceneggiatura, film che vedrà comunque l’uscita quattro anni dopo.

L’11 febbraio del 1997 esce finalmente il primo singolo estratto dal loro nuovo lavoro. Il brano s’intitola “Discoteque” ed è stravolgente in quanto a ritmo ed atmosfere –techno e pop dance- mai tentate in precedenza. Nonostante lo sbigottimento generale dei fan, il singolo balza immediatamente in testa alle classifiche di ben 13 Paesi.

Il 3 Marzo esce “Pop”, il nuovo attesissimo album che si rivelerà una novità assoluta nel loro panorama musicale. In esso infatti si conferma la rivoluzione intuita col singolo: il loro classico pop-rock si fonde con le nuove sonorità techno e dance che in quel periodo impazzavano in UK e nel resto d'Europa grazie a gruppi quali i Prodigy, i Chemical Brothers o i Massive Attack. Il disco divide i fan ma consegue records su records ovunque. Nell'aprile dello stesso anno gli U2 lanciano il loro ennesimo tour -il ‘Pop-Mart Tour’- che li porta ad esibirsi in tutto il globo. Il tour tocca anche l’Italia dove a Reggio Emilia vengono raggiunte le 150.000 persone paganti, record storico per un concerto di un singolo artista nel nostro Paese. Il tour, faraonico, colossale e costantemente sold-out, si conclude solo l'anno seguente, nel 1998.

Sempre nel 1998, dopo vent'anni di attività, pubblicano "The best of 1980-1990" che comprende quelle che secondo loro sono state le 15 migliori canzoni del periodo. L'album viene anche pubblicato in tiratura limitata in doppio CD, il primo riservato al "The Best Of 1980-1990", mentre il secondo a 15 B-Sides sempre dello stesso periodo, una vera chicca per gli appassionati e i collezionisti.

In seguito gli U2 (e Bono in particolare) concludono anche la realizzazione della colonna sonora del film "Million Dollar Hotel" che viene pubblicata dalla Island Records nel 2000. Di questa colonna sonora fa parte anche il  noto e splendido brano "The ground beneath her feet".

Alla fine del 2000 pubblicano –davvero instancabili!- un nuovo lavoro dal titolo "All that you can’t leave behind” che dal punto di vista delle sonorità rappresenta un ritorno al passato dopo la parentesi techno dance di “Pop”. Nonostante venga definito dalla critica –e da una certa parte di fan- un album ‘minore se non il peggiore’, scala rapidamente le classifiche di mezzo mondo e vengono estratti i singoli “Beautiful day”, “Stuck in a moment” e “Elevation” . Alla pubblicazione e al successo di questo album segue la fortunata tournee “Elevation Tour 2001” che da marzo in avanti fa il sold-out in tutti i Paesi toccati, Italia compresa.

Dopo alcune collaborazioni –“What’s going on” di Various Artist- e la partecipazione a eventi quali il concerto tenutosi in Sud Africa in onore di Mandela, nel 2004 gli U2 tornano con l’album “How to dismantle an atomic bomb” che in una sola settimana dall’uscita raggiunge la vetta delle vendite in UK e in USA e in altri 26 Paesi al mondo, vendendo ad oggi oltre 16 milioni di copie!

Da questo nuovo lavoro vengono estratti i singoli “Vertigo” –n.1 in altrettanti 28 Paesi al mondo-, “All because of you” per gli USA e contemporaneamente “Sometimes you can’t make it on your own” per l’Europa e ultimo “City of blinding lights”.

A Marzo di quest’anno inizia il mega “Vertigo Tour” che li vedrà impegnati per tutto l’anno in tutto il mondo con tre tappe anche in Italia: il 20 e il 21 luglio a Milano allo stadio San Siro e il 23 luglio a Roma all’Olimpico.

 

Ringrazio internet,-inesauribile fonte di notizie- e Samuele, per la preziosa collaborazione prestata.

Gab.